
Prima scoperta, scendendo dai traghetti al porto di Bastia: il Cap Corse si presenta come un dito proteso verso il continente. Il Cap Corse si può visitare secondo l’estro, in auto, in bicicletta, a cavallo, in barca o a piedi... E proprio in questo consiste il suo fascino!
Non si resta mai insensibili all’atmosfera particolare che questo Capo emana, con le sue rocce di un blu profondo, le sue torre genovesi, i suoi villaggi arroccati a balcone, le sue marine misteriose, le sue distese desertiche. Una meraviglia della natura che vuole essere percorsa nella sua interezza, da levante a ponente.
La costa di levante
La D80 vi attende fin dall’uscita dalle banchine del porto Toga per condurvi a Erbalunga e alla sua emblematica torre genovese. Si impone una sosta fotografica all’entrata del paese per gironzolare nell’incantevole porticciolo di pesca e approfittare della terrazza di un caffè per degustare un vino moscato del Cap Corse. Sotto i vostri occhi, il mar Tirreno, le isole d’Elba, Capraia e Monte-Cristo vi predispongono già al resto del giro. Continuando verso nord, ecco la marina di Sisco, ma anche una vallata senza uscita verdeggiante e fiorita che merita una scappata. Più di diciassette frazioni sono disseminate qua e là, da visitare lentamente.
Scoprirete abitazioni sorprendenti, chiamate "le case degli Americani". Numerosi Capocorsini emigrarono in America e alcuni di essi vi fecero fortuna. Quelli fra loro che tornarono al proprio paese fecero costruire nel proprio villaggio natale queste superbe abitazioni dai tetti a quattro spioventi, circondate da giardini a terrazza piantati a palme ed alberi esotici.
Si ritorna verso la costa per arrivare a Pietracorbara e alla sua marina. Una delle rare spiagge di sabbia della zona vi attende per il vostro primo bagno. La D232 risale nella macchia per raggiungere Cagnano e il suo incantevole Porticciolo. Cappella barocca, mulino, torre e ponte genovese attendono solo il vostro arrivo e la vallata permette inoltre la pratica di belle passeggiate equestri e pedestri.
A Santa-Severa avete due soluzioni: prendere la D180 verso Luri e passare ad ovest del Capo per raggiungere Pino, oppure continuare la risalita a nord. Si consiglia la seconda soluzione per non mancare il sito di Maccinaggio, il suo porto turistico e soprattutto la porta d’entrata della riserva naturale delle isole Finocciarola e il punto di partenza del sentiero del doganiere. Questo sentiero, che corre lungo la costa all’estremo nord del Cap Corse, propone un itinerario (8 ore di marcia) che permette di ammirare fauna protetta, flora, monumenti e paesaggi incomparabili. La strada che conduce a Rogliano vi offrirà panorami grandiosi arricchiti da case patronali, resti di torri, conventi, cappelle e belle chiese.
Al Colle della Serra, sosta ai piedi del mulino Mattei da cui si potranno scorgere le isole della Giraglia, il faro di Ersa, i villaggi di Barcaggio e Tollare. La macchia assume aspetti di brughiera bretone o irlandese e l'epiteto di "montagna nel mare" acquista, qui, tutto il suo significato: i fianchi si immergono nel grande mare blu, sotto lo sguardo dei villaggi a strapiombo sul sito.
La costa di ponente
Cambiamento di paesaggio all’arrivo a Centuri, di fronte all’isolotto di Cappenza, dove le coste divengono più frastagliate e i dirupi più pronunciati. La visita del minuscolo porto di pesca di Centuri si impone per il fascino dei luoghi, le scale di pietra e le case dai tipici tetti di serpentino, un silicato di magnesio dai graziosi riflessi verdi. È il paradiso dell’aragosta corsa che, a quanto si dice, è la migliore del mondo. Allora non esitate, fate qui la pausa pranzo.
Il vicino villaggio di Morsiglia sorprende per le sue numerose torri quasi intatte che ne costituiscono l’identità originale. Parcheggiate la vostra auto e inerpicatevi per le stradine alla scoperta di queste torri fortificate e altri palazzi di Americani. Riprendendo la strada che serpeggia al di sopra del mare, si arriva a Pino e al suo castello dei Piccioni, a strapiombo sui flutti gorgoglianti. Si consiglia la discesa verso la graziosa piccola marina di Scalu, per ammirare le sue tre torri quadrate.
Si lascerà la D80 per imboccare la D33 e scoprire i panorami sul mare amalfitano dai numerosi gruppi di case di Canari. Nella marina di Albo apprezzerete la bella torre genovese Del Greco, interamente costruita in scisto. Trovate il tempo di salire al paese di Ogliasto attraverso la D233, per rinfrescarvi nelle piscine naturali del fiume Guado Grande e visitare il frantoio interamente restaurato.
Ultimo tratto scelto su questa strada panoramica, Nonza e la sua torre Paolina. Dalla sommità dell’edificio costruito in porfido verde, si gode di una delle più belle viste del Capo. Si scorge la strana spiaggia di Nonza, costituita da ciottoli e sabbia verde cupo, sulla quale gli innamorati scrivono le loro dolci parole. Il ritorno a Bastia avverrà attraverso un passaggio a Patrimonio e al suo vigneto di fama mondiale, e al colle di Teghime. Qui, potrete contemplare l’insieme del Cap Corse, tutta l’agglomerazione di Bastia e il lido della Marana per un’ultima foto ricordo.

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