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Giovedì, 09 Febbraio 2012

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Il trenino verde

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Il Trenino Verde offre un’alternativa agli itinerari automobilistici e una splendida opportunità per scoprire i magnifici paesaggi della Sardegna. Comodamente seduti, basta aprire gli occhi e osservare il paesaggio che, lentamente, scivola fuori dai finestrini. 4 percorsi, 4 itinerari per scoprire la Sardegna da un’angolazione insolita e unica.


Mandas-Arbatax
Il primo itinerario parte da Mandas e arriva fino ad Arbatax. Si tratta della linea turistica più lunga d’Italia, 160 km, che attraversa i boschi del Gennargentu e offre alla vista paesaggi molto differenti tra loro, come i paesi montani con le case in pietra, foreste e valli, campagne, boschi e vigne. Offre, inoltre, punti di partenza per gli appassionati di trekking e speleologia.

Superata Mandas il trenino procede verso Orroli; da qui si parte per visitare il Nuraghe Arrubiu, e incontra poi la stazione di Nurri dalla quale si raggiunge facilmente il Lago Flumendosa.

Dal Sarcidano l’itinerario prosegue in Barbagia e, lasciato il Lago Flumendosa, si incontra la casa cantoniera di Palarana. Anche da qui si gode un meraviglioso panorama sulla valle sottostante. Si giunge poi a Betilli, di fronte all’imponente Monte Santa Vittoria.

Il paesaggio cambia nuovamente e si attraversa l’altopiano di Sadali e si arriva a Seui, vicino alla vecchia miniera di antracite di San Sebastiano. Si procede verso Niala e si entra in un’altra regione: l’Ogliastra. Qui si incontrano le stazioni di Ussassai e, attraverso la valle di Taquisara, Gairo.

Lentamente si prosegue verso il mare e si gode dello splendido panorama della costa. Si arriva così, scendendo, a Lanusei e poi Elini e ancora in pianura fino a Tortolì. Da qui si prosegue verso Arbatax, la città dalle rocce rosse.

Isili-Sorgono
Questo itinerario porta i visitatori lungo una ferrovia di montagna, una linea tortuosa che si snoda in un territorio aspro. Attraverso la Barbagia, si sfiorano i castagni e i lecci secolari di Tonara e Aritzo. È il primo collegamento che, oltre cento anni fa, univa questa zona isolata con il resto del mondo.

La prima parte del viaggio si svolge attraverso il Sarcidano. Da Isili si prosegue verso il Nuraghe Is Paras e, tuffandosi nella vallata del Rio Mannu, si raggiunge la stazione di Nurallao.

In direzione della Giara di Gesturi si attraversa una zona paesaggisticamente molto bella, dove il trenino viaggia a mezza costa e offre splendide viste della vallata. Si superano Cignoni e Su lau e si giunge a Laconi.

Si passa nella Barbagia di Belvì e, dopo aver lambito il nuraghe Nolza, si giunge alla stazione di Meana Sardo. Da qui la vista è mozzafiato e si apre sui monti fin giù, al mare di Oristano.

Il treno prosegue verso il Rio Uatzu e il paese di Tonara, poi giù verso la conca di Sorgono, il centro più importante dell’area e capolinea del viaggio.

Macomer-Bosa

L’itinerario, per la varietà dei paesaggi che attraversa, offre panorami di una bellezza indimenticabile e il mare arriva, in alcuni tratti, quasi a lambire le rotaie.

Il paesaggio è caratterizzato da lunghe distese ricche di muretti a secco e nuraghe. Il punto più alto della linea è Bosa, la cittadina medioevale con un elegante centro storico sul quale domina il castello dei Malaspina.

Da Bosa inizia la discesa verso il mare, nei pressi dell’abbazia cistercense di Santa Maria di Corte. Proseguendo lungo il Rio Furrighesu, si arriva a Sindia e si entra in un’altra regione: la Planargia, battuta dal maestrale e dalle brezze per la vicinanza della costa.

Si arriva a Tinnura e ci si avvicina ancora di più al mare che, finalmente, appare davanti ai nostri occhi. Questo è il tratto più bello della linea, la fermata di Nigolosu e la Curva di Nanio che offre uno splendido panorama sul mare. Superata la stazione di Modolo, si procede in direzione di Turas e viaggia vicinissimo al mare fino alla stazione di Bosa.

Sassari-Tempio Pausania-Palau
L’itinerario corre lungo la Gallura, raggiunge Arzachena e termina a Palau, di fronte all’arcipelago della Maddalena. Un viaggio dolce, immerso nella natura.

Si parte dalla stazione di Sassari e, attraverso gli uliveti, si arriva alla stazione di Osilo e poi si prosegue nell’Anglona, una regione antica che offre paesaggi differenti a seconda delle diverse stagioni. A Fenosu, si raggiunge il punto più alto dell’intero itinerario, dal quale si parte per una lunga discesa lungo il fiume Coghinas, ai confini della Gallura.

Si arriva a Nulvi, con i reperti archeologici di Irru e le colline che fanno vivere un viaggio... nel Far West. Si arriva alla stazione di Martis, con la foresta pietrificata di Carucana, poi Perfugas e via attraverso una piana verde, verso i monti galluresi.

Dopo Scala Ruia si apre uno dei tratti più interessanti dell’intero itinerario tra le rocce di granito e i sughereti, i simboli della Gallura. Oltrepassiamo Aggius e arriviamo a tempio Pausania, il punto più alto dell’intera linea. Da qui inizia la discesa verso il mare.

Superata Nuchis si arriva a Luras e poi Calangianus, con la sua casa caratteristica e originale scolpita nel granito, e poi San Leonardo e Riu Piatu, vicino al Lago di Liscia e giù verso Sant’Antonio.

È la volta di Oddastru, Capichera, nei pressi dell’area archeologica di Li Muri, Caldosa e poi Arzachena. Si prosegue alla ricerca del mare e, nei pressi di Palau, si apre un meraviglioso scenario sulla costa gallurese e sull’arcipelago della Maddalena.




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