
La zona orientale della Sardegna è decisamente più aspra e selvaggia rispetto al resto dell’isola; al centro, il grande massiccio del Gennargentu e le spiagge più appartate e incontaminate.
Il nostro itinerario parte da Cagliari, il capoluogo, che può essere considerato il “riassunto” dell’intera storia sarda: si possono infatti notare le tracce dell’impianto cartaginese, come testimonia la necropoli di Tuvixeddu; al quartiere di Marina, la struttura del quartiere con le vie parallele e l’anfiteatro rimandano al periodo romano. Gli ultimi a plasmare l’immagine della città furono i pisani, insieme agli spagnoli, testimonianza del passaggio dei quali è il quartiere di Stampace.
A Cagliari, una sosta di rito merita il Castello, con le sue scoscese mura di pietra e le due torri pisane che il tempo ha preservato fino a noi. La prima è la torre dell’elefante e prende il nome dal piccolo elefante in calcare su uno dei lati. La seconda, all’estremità opposta, è la Torre di San Pancrazio, situata nel punto più elevato dell’intera città.
All’interno dei bastioni sorge la cittadella, stretti vicoli e stradine in cui si trovano l’Università, la Cattedrale, i musei e i palazzi pisani. Raggiungetela dalla scalinata del Bastione di San Remy e godetevi un panorama mozzafiato su tutto il golfo.
Intorno a Via Santa Croce si trovava un tempo il ghetto degli Ebrei; la chiesa di Santa Croce si erge sulle rovine della sinagoga. Un’altra zona da visitare è il complesso museale che si trova all’ombra della Torre di San Pancrazio.
Al centro del Castello, Piazza Palazzo è dominata dalla Cattedrale di Santa Maria, eretta nel Trecento ma modificata nel corso degli anni con stili differenti.
Passeggiate poi per Stampace, il rione popolare che rappresenta un interessante luogo di ritrovo per i giovani di Cagliari. Intorno al quartiere si trovano le chiese di Sant’Efisio, di San Michele e di Sant’Anna, la Cripta della Restituta e l’anfiteatro romano.
Spostandosi verso il mare si attraversa il quartiere di Marina, caratteristico e ricco di negozietti e ristoranti.
A est del Castello si trova il quartiere di Villanova; originariamente abitato dagli artigiani, oggi ospita alcune delle chiese più antiche e importanti della città, come la Basilica di San Saturnino, la Chiesa di San Lucifero, il Santuario e la Basilica di Nostra Signora di Bonaria.
Spostandovi dal centro potete ammirare, a nord del Castello, la Galleria d’Arte Comunale e il Castello di San Michele.
Lasciate Cagliari e, puntando verso nord, proseguite in direzione Barumini e del Nuraghe Su Nuraxi. Il complesso può essere considerato a tutti gli effetti il simbolo della Sardegna ed è uno splendido esempio di architettura nuragica, fenicio-punica e romana sul territorio sardo.
Il nuraghe Su Nuraxi si trova su un pianoro che domina la conca verde di Pardu ‘e s’eda. Sulle colline intorno alla Giara di Gesturi sono presenti altri nuraghe che formano un sistema “stellare” con Su Nuraxi al centro: il grande complesso era probabilmente il capoluogo dell’intera zona. È costituito da un torrione centrale, un bastione con quattro torri, un cortile con un pozzo e una cinta muraria con sette torri.
All’esterno della cinta muraria si trovava un villaggio composto da una cinquantina di capanne a pianta circolare.
Nell’ex convento dei Cappuccini, a Barumini, è visibile una mostra multimediale che analizza il complesso archeologico in ogni sua parte e a seconda delle diverse epoche evolutive.
Proseguite lungo l’itinerario montuoso e, discendendo verso Tortolì, fermatevi a Ulassai. Si trova ai piedi dei pinnacoli di roccia di Bruncu Pranedda e Bruncu Matzeu: la meta ideale per chi ama trekking e arrampicate, fino alle Cascate Lequarci e al Santuario di Santa Barbara.
Sopra il villaggio si trova la grotta Su Marmuri, un luogo magico nel quale è possibile fare una passeggiata di un’ora tra stalattiti e stalagmiti.
Poco distante da Ulassai si trova il villaggio di Osini, altro luogo interessante nel quale dedicarsi al trekking. Nei dintorni si trova la Scala di San Gregorio, una stretta gola da percorrere a piedi, e le estese rovine del complesso nuragico di Serbissi con la grotta sotterranea in cui si conservavano gli alimenti.
Riprendete il viaggio e fermatevi a Tortolì: una città vitale e perfettamente attrezzata per i turisti, come il suo porto, Arbatax. Da qui è imperdibile un’escursione in barca fino al Golfo di Orosei o una gita nelle vallate circostanti a bordo del Trenino Verde.
Tortolì e Arbatax, luoghi di villeggiatura, sono famose per le loro spiagge e per il mare che le circonda, più che per le attrazioni storiche e culturali. Caratteristiche sono le rocce rosse, bizzarre formazioni create dall’erosione del vento e della salsedine nel corso dei secoli.
Godetevi il mare e stendetevi al sole delle numerose spiagge che si estendono su entrambi i lati di Arbatax: la spiaggia Orrì, la Musculedda e quella di Is Scogliu Arrubius. Nei pressi della Marina di Gairo potete raggiungere una delle spiagge più incontaminate, quella di Cala Francese.
Ripartite verso Cala Gonone, un luogo attorniato da montagne, un tempo semplice porto di pescatori, oggi luogo di villeggiatura da cui partono magnifiche escursioni alle cale e alle insenature del Golfo di Orosei.
Anche qui, regalatevi il relax sui magnifici arenili sabbiosi: la spiaggia Centrale, quella di Palmasera, la spiaggia Sos Dolores, Cala Friuli e Cala Cartoe.
Non fermatevi e regalatevi una gita lungo il litorale; potete osservare la costa più memorabile dell’intera Sardegna, quella che si estende lungo il tratto di mare che fa parte del Golfo di Orosei. Qui, le vette del Gennargentu arrivano a lambire il mare e formano una scogliera dalla bellezza unica. All’estremo nord del golfo si trova la città di Orosei, circondata da agrumeti e uliveti.
Visitate la città - potete vedere la cattedrale di San Giacomo, la Chiesa del Rosario, la Prigione Vecchia e la Chiesa di Sant’Antonio – o scoprite Cala Luna e la Grotta del Bue Marino. La grotta è una galleria d’acqua molto suggestiva; è possibile visitarla prenotando la visita a Cala Gonone o a Santa Maria Navarrese. Dalla grotta, dirigetevi verso Cala Luna, una spiaggia a forma di mezzaluna racchiusa tra alte scogliere.
L’itinerario prosegue verso l’interno, sulle alture del passo Genna ‘e Silana. Da qui, se amate il trekking, potete nuovamente avventurarvi alla scoperta della montagna e nella suggestiva Gola Su Gorruppu.
Immergetevi nella bellezza della montagna. Raggiungete Oliena, alle cui spalle si erge il monte Corrasi, e scoprite la delicatezza dei suoi ricami su seta. Organizzate un trekking verso il sito archeologico di Tiscali, risalente al IV secolo a.C. e costruito interamente all’interno di una dolina calcarea che lo protegge e lo rende invisibile ai visitatori fino all’ultimo.
Al centro della cavità si trova un’enorme roccia circondata da un bosco, mentre il fianco della rupe presenta una grande cavità che fungeva da accesso e aerazione per il villaggio.
Grazie alla particolare posizione protetta, l’atmosfera che si respira all’interno della cavità è molto suggestiva. Uno degli ultimi baluardi della resistenza dei sardi al dominio romano, è oggi meta di molti visitatori. Il villaggio si raggiunge dopo un paio d’ore di cammino su sentieri impervi partendo dalla vicina Valle di Lanaitto.
Da Oliena un’altra meta è Orgosolo, la città dei murales. I dipinti, che trattano temi storici sardi, nazionali e internazionali, offrono un interessante tour a piedi.
Da qui raggiungete Nuoro, nel cuore della Barbagia. Godetevi lo scenario naturale intorno alla città: l’anfiteatro di granito creato dalle montagne crea un ambiente davvero incantevole. In città, visitate il Museo della vita e delle tradizioni popolari sarde, il Museo d’Arte e quello dedicato a Grazia Deledda, la più nota scrittrice sarda, che nacque e visse a Nuoro. Interessante è anche il Museo Archeologico nazionale e la Cattedrale di Santa Maria della Neve.
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