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Domenica, 20 Maggio 2012

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Olbia-Ozieri-Porto Torres

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Un itinerario che celebra l’arte dell’XI e del XII secolo, che si manifesta in Sardegna con le chiese romaniche caratterizzate dalla trachite scura e dalle cromie del nero, del bianco e del grigio.


Si parte da Olbia. La città, di origine cartaginese, venne fondata nel V-VI secolo a.C. Numerose vicissitudini storiche, potenza e degrado, fino allo splendore dell’XI secolo e dell’età vescovile. Simbolo di questo splendore è la chiesa di San Simplicio, al fondo di Corso Re Umberto, unica per l’uso che viene fatto del granito, testimonianza dell’armonia con il paesaggio circostante. Un connubio di stili: pisano-lombardo di ascendenza barbarica, arabeschi e trifore islamiche.

Uscendo da Olbia, si prende la SS 597 verso Berchidda e si segue per Loiri. Qui si possono ammirare i ruderi del castello di Pedres e la tomba nuragica di Su Monte de s’Abe. In direzione di Sassari, poi, si erge la chiesa di Nostra Signora di Castro, eretta sulla roccia che domina il Lago di Coghinas.

Concedetevi poi una deviazione verso Ozieri, nata in una conca ricca d’acqua e culla di una delle più antiche culture dell’isola. Partiamo nuovamente alla volta di Sant’Antioco di Bisarcio, uno dei monumenti più importanti di tutta la storia sarda. La facciata e l’intero edificio testimoniano l’alternarsi di maestranze lombarde e pisane.

Ancora una chiesa, quella di Santa Maria del Regno ad Ardara. In trachite scura, era attorniata da una cinta di mura che sopravvive, in minima parte, ancora oggi.

Spostandosi verso Torralba merita una sosta la Reggia di Santu Antine, una delle maggiori espressioni della cultura nuragica.

Proseguendo verso Borutta, poi, una tappa obbligata è la chiesa di San Pietro di Sorres, eretta su un altipiano di origine vulcanica, come quella della Santissima Trinità di Saccargia, che si raggiunge attraverso una strada panoramica deviando verso Codrogianus. La vista ringrazia: davanti ai vostri occhi si apre una vallata spettacolare che accoglie la chiesa tra campi di grano e, sul fondo, una parete di calcare che sembra richiamare la bicromia verde-bianco della facciata.

All’interno della chiesa di notevole interesse è il ciclo di affreschi nell’abside centrale, che rappresenta le scene della vita di Cristo.

Prima di Porto Torres, tappa obbligata è il sito nuragico di Monte d’Accodi, un esempio di architettura mesopotamica, unico in quest’area del Mediterraneo.

L’itinerario continua con un capolavoro dell’arte romanica sarda: San Gavino, nel centro storico della città.

A questo punto, a voi la scelta: abbandonatevi al relax sulle spiagge di Stintino o alla scoperta delle bellezze dell’Asinara, oppure continuate alla scoperta delle testimonianze del gotico-pisano verso Tergu, con la sua Chiesa di Nostra Signora.

Proseguendo per Sedini ci si imbatte in un raro esempio di domus de janas e si giunge a Bulzi e alla chiesa di San Pietro delle Immagini. Intorno, il silenzio dei pascoli e dei boschi.




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